Venticinque anni sprecati a cercare la stupidità. Era dentro al frigo.

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Sottotitolo:
“La metamorfosi del ciccione dimmmerda”.

“Ioooiiideinaaaasindeimiiii”
(Celine Dion - My Heart Will Go On)

Ciao Amici.
Ci credete che io non ho mai visto Titanic?
Mi stava sulle balle.
Quella canzone. Quella tipa. Quel ciccione dimmerda di Di Caprio.

Che poi, Caprio non è un posto. Capri si.
Pensate se si fosse chiamate Leonardo di Capri. Gli avreste subito dato una collocazione nell’universo. E avrebbe perso il confronto con Peppino di Capri. Che è più meglio.
Quindi, ritornando a noi, se “Caprio” non è un posto, chiamati Leonardo Caprio. Che sta meglio. O “Di Capri”, che è un posto.

Ecco, voi ve lo ricordate quel biondino? Ha fatto quel film dove faceva piangere tutte le bambine. Ha fatto poi “The Beach” che ai maschietti faceva un altro effetto.

E poi è diventato un ciccione dimmerda.

Gioè (con la G di Genova), non che prima di diventare ciccione dimmerda non avesse fatto altri film oltre ai due sopracitati. E’ che gli altri non meritano ricordo nella mente umana.

Tipo “La Maschera di Ferro” o “Romeo + Giulietta”.
Che a me quel “Romeo + Giulietta” fa venire in mente una scritta fatta sul muro con vicino “Io e te 3MSC”.
E per “3MSC” non intendo 3 splendide navi da crociera. Ma quella frase tirata fuori da Moccia.

Vabbè, dicevamo di Di Caprio…fa sti film, e mi diventa ciccione dimmerda.
Mi entra in crisi.
Mangia. Ingrassa. E produce lungometraggi come “Don’s Plum” che non se l’è mai cagato nessuno e su wikipedia non c’è scritta la trama, quindi è proprio meno che zero.

Però, c’è una metafora in tutto.
E la metafora è che poi si rimette la testa a posto.
E tira fuori “Inception” e “Shutter Island”. Due film che giao proprio.
E (per la terza volta di fila questa E iniziale che adoro.) la nostra crisalide si trasforma in una splendida farfalla.
Non è più un ciccione dimmerda. Ma un figo bestiale che crea mondi paralleli e che per due film consecutivi la fine te la devi inventare tu perchè lui non te la dice, andandoci sotto e sentendoti un uomo vero a parlarne con gli amici.

Tutta questa storia solo per dire che io sto diventando un ciccione dimmerda.
Eh già, come direbbe Vasco tra l’altro, cari miei Pirletti.
Perchè non ho stimoli.
E aspetto il mio Inception. O lA miA Shutter Island per riprendermi.
Vorrei solo che in quel caso, lA miA Shutter Island avesse voglia di vedere se io sono il suo Inception. Anche se è difficile da credere, da pensare, da potere, da cazzo ne so.

Ecco, volevo dirvi quello.
E ve l’ho detto con tante parole.
Però, insomma, ecco, vi lascio anche un ammonimento (o ammonizione) (o ammoniaca).
State attenti. Vivete. E non diventate ciccioni dimmerda.

“Maaaaaartuiiigooonweeeseeeforevedisueeee”
(Celine Dion - My Heart Will Go On)

(Nella foto Di Caprio in fase Ciccione dimmerda)

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“Italia si, Italiano no. Se famo du spaghi?!?”
(Elio e le Storie Tese - La terra dei cachi)

Appunti di scrittura: 36 consigli da Umberto Eco.

1. Evitate le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.
2. Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario.
3. Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.
4. Esprimiti siccome ti nutri.
5. Non usare sigle commerciali & abbreviazioni etc.
6. Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile) interrompe il filo del discorso.
7. Stai attento a non fare… indigestione di puntini di sospensione.
8. Usa meno virgolette possibili: non è “fine”.
9. Non generalizzare mai.
10. Le parole straniere non fanno affatto bon ton.
11. Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: “Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu”.
12. I paragoni sono come le frasi fatte.
13. Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa; ripetere è superfluo (per ridondanza s’intende la spiegazione inutile di qualcosa che il lettore ha già capito).
14. Solo gli stronzi usano parole volgari.
15. Sii sempre più o meno specifico.
16. Non fare frasi di una sola parola. Eliminale.
17. Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di un serpente.
18. Metti, le virgole, al posto giusto.
19. Distingui tra la funzione del punto e virgola e quella dei due punti: anche se non sempre è facile.
20. Non usare metafore incongruenti anche se ti paiono “cantare”: sono come un cigno che deraglia.
21. C’è davvero bisogno di domande retoriche?
22. Sii conciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor numero di parole possibile, evitando frasi lunghe – o spezzate da incisi che inevitabilmente confondono il lettore poco attento – affinché il tuo discorso non contribuisca a quell’inquinamento dell’informazione che è certamente (specie quando inutilmente farcito di precisazioni inutili, o almeno non indispensabili) una delle tragedie di questo nostro tempo dominato dal potere dei media.
23. Gli accenti non debbono essere nè scorretti nè inutili, perchè chi lo fa sbaglia.
24. Non si apostrofa un’articolo indeterminativo prima del sostantivo maschile.
25. Non essere enfatico! Sii parco con gli esclamativi!
26. Neppure i peggiori fans dei barbarismi pluralizzano i termini stranieri.
27. Scrivi in modo esatto i nomi stranieri, come Beaudelaire, Roosewelt, Niezsche e simili.
28. Nomina direttamente autori e personaggi di cui parli, senza perifrasi. Così faceva il maggior scrittore lombardo del XIX secolo, l’autore del “5 maggio”.
29. All’inizio del discorso usa la captatio benevolentiae, per ingraziarti il lettore (ma forse siete così stupidi da non capire neppure quello che vi sto dicendo).
30. Pura puntiliosamente l’ortograffia.
31. Non andare troppo sovente a capo.
Almeno, non quando non serve.
32. Non usare mai il plurale maiestatis. Siamo convinti che faccia una pessima impressione.
33. Non confondere la causa con l’effetto: saresti in errore e dunque avresti sbagliato.
34. Non indulgere ad arcaismi, apax legomena o altri lessemi inusitati, nonché deep structures rizomatiche che, per quanto ti appaiono come altrettante epipfanie della differanza grammatologica e inviti alla deriva decostruttiva eccedano comunque le competenze cognitive del destinatario.
35. Non devi essere prolisso, ma neppure devi dire meno di quello che.
36. Una frase compiuta deve avere

“Italia SOB”
(Elio e le Storie Tese - La terra dei cachi)

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“Penserai, che la vita è ingiusta e piangerai”
(Emma Marrone feat Modà - Arriverà)

Cioè, io sta canzone l’ho sentita 3 minuti fa per la prima volta.
E ovviamente anche il video l’ho visto 3 minuti fa per la prima volta.

Ma spiegatemi una cosa.
Sta Emma, con quelle belin di mani, che cazzo fa?

Questa ha inventato la canzone per non udenti.
Solo che invece che i sottotoli c’è proprio lei che fa i gesti.

La vita è ingusta, e si, piangerò, ogni volta che ti vedrò cantare.

Che poi, oh per carità, bella voce. Però ripigliati.

Magari prova ad inviare un curriculum al TG3. Secondo me ti prendono.

“E cambierai, la tristezza dei pianti in sorrisi lucenti”
(Emma Marrone feat Modà - Arriverà)

Ciao Proprio. Pikaciù ci fai una pippa!

Fonte: youtube.com

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“Saran scontri sovraumani, duelli decisivi!”
(I cavalieri dello zodiaco - Un tipo dalla voce simpatica)

No, state tranquilli.
Non è la sigla d’inizio di un cruentissimo film di guerra, o di quello sport dove si prendono per davvero a pattoni salvo poi abbracciarsi come buoni amici completamente ricoperti di sangue.
E’ la semplicissima siglia di un cartone animato per bambini.

No, avete ragione, non uno qualunque, ma quello che oserei dire il mio preferito, I cavalieri dello zodiaco.


 

Ma che sia il mio cartone preferito, a Voi, interessa direi poco o niente.
Quel che ci interessa quest’oggi, cari lettori, è il testo della sigla.
Eh si, perchè oltre a scontri sovraumani e duelli decisivi nell’ordine ci sono:

- Prove di rara crudeltà
- Tornei micidiali
- Scontri fratricidi

Ricordandosi sempre che tutti sono decisi a vincere.
MA SOLO UNO alla fine potrà trionfar.

E che dire di Devilman?



Bel tipetto vero. Nella sua sigla una voce roca ti avvisava che:

La’ sull’ Himalaya
nella fredda notte buia
misteriosi riti di sacralità
si sciolgono le nevi
si radunano anche gli avi
infernali, sacrificio si farà.

Il tutto per trovare chi dovrà regnare sull’umanità.
Che poi Devilman, il grande Uomo Diavolo, sia una pisciazza e tradisca la sua setta poco conta.

Senza contare l’uomo mascherato più famoso del mondo.
Ma no dai. Non Batman! Che cosa avete capito Pirletti?!?
Io parlavo dell’Uomo Tigre…   



Lui che solitario nella notte va.
Lui che se lo incontri gran paura fa.
Lui che “ha tanti amici e grande è la bontà”…eh si, ma col nemico col belino che ha pietà.
Lui il più grande lottatore di tutti i tempi, che accompagnava le nostre serate su Italia 7 Gold tra sangue, sudore, saliva e botte da orbi.

Insomma, vorrei farvi capire con cosa sono cresciuto io e con cosa sono cresciuti tanti di Voi.
Noi già dalle sigle dei cartoni capivamo che la vita era una cosa dura.
Capivamoo che per vincere, da grande avremmo dovuto lottare.
Magari senza spargimenti di sangue e senza incontrare i Cavalieri d’oro o un coso enorme con la testa a forma di pisello:

(Che poi, crescendo, teste di cazzo ne ho incontrate parecchie. E meglio mascherate di Lui) Ma comunque facendoci sempre un discreto mazzo.

Quindi, amici, pensate ai nostri poveri figli e nipoti.
Vi rendete conto con che spirito verranno fuori?
Non capite?
Vi do un aiutino!

“Viva i Pokémon,sempre più frizzanti, magici e sgargianti…Gotta catch’em all!”
(Pokemon - Un tipo sfortunato)

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“We wish you a merry Christmas”
(Merry Christmas - Tutto il mondo a Natale)

Ciao, volevo dire a tutti quelli che mi hanno augurato un 2012 da favola, di andare cortesemente a fare in culo.

E con il permesso vi chiedo di agurarmi un 2013 di merda, Maya permettendo. Sia mai che porti meglio.

Grazie.

“And a happy new year”
(Merry Christmas - Tutto il mondo a Natale)

pedagogicamenteparlando:

Pink Floyd - Hey you

Fonte: SoundCloud / photovoltaics

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“Questa è la danza del serpente che vien giù dal monte”
(La Danza del Serpente - Mia Nipote e altri milioni di bambini in tutto il mondo)

Ditemi, voi avete mai cantato la canzone del titolo?

Non dite no. Perchè l’avete cantata anche voi.
Ogni piccolo bambino, viene traviato da amichetti, maestre, parenti e educatori con conte e filastrocche.

Casualmente mia nipote s’è messa a cantare questa canzoncina l’altra sera, ed io, preso dallo sconforto, ho iniziato a ragionare su questa marea di rime messe a caso per scombinare la mente di innocenti bambini allo scopo di renderli dei piccoli sovversivi.

E sono arrivato ad una conclusione.
Sono tutte, o quasi, a scopo sessuale o per pervertiti.

Iniziamo dalla cosa più banale, la maggior parte di queste sono conte.

A cosa servono le conte?
A trovare chi “Sta Sotto”. Ecco. Cominciate a porvi delle domande.

Vediamo la prima:

“Ambarabà cici cocò, tre civette sul comò, che facevano l’amore con la figlia del dottore, il dottore si ammalò, ambarabà cici cocò!”

1) Ambarabà cici cocò.

A M B A R A B A C I C I C O C O??? Ma che cazzo significa? Mi sembra quasi più intelligente “A E I O U IPSILON!”

2) Tre civette sul comò.

Chi di noi non tiene tre civette sul comò alzi la mano. Già io non capisco come se ne faccia a tenerne una sul comò. Ma tre. Cioè, cosa devi fare con tre civette sul comò?

3) Che facevano l’amore con la figlia del dottore.

MA SIAMO MATTI??? Un film porno in pieno stile Animal insegnato da piccoli. Che le scene di John Holmes a noi ci fanno un baffo.

Questa si tiene tre civette sul comò per sollazzarsi allegramente.
Ho capito che le civette sono pur sempre…uccelli…però al massimo una. Non tre. Ecco.

4) Il dottore si ammalò.

Mi sembra il minimo.
A parte che se una lo fa con una civetta, o mette un preservativo sopra questa o si ammala pure lei…comunque.Il dottore si ammala.

Succederebbe a me se entrando in camera di mia figlia la trovassi a divertirsi solo con un amichetto.
Figurati se la trovassi con tre civettte.

Ma continuiamo con le conte che ci piacciono tanto.

“Sotto il ponte di Nivacca c’è Pierin che fa la cacca. La fa dura dura dura, il dottore la misura, la misurà è trentatre, uno, due e tre!”   

1) Sotto il ponte di Nivacca.  

Dov’è Nivacca? C’è un ponte? Ne siamo sicuri? Non poteva essere il ponte Mignanego? O il ponte di Torre Annunziata? No. Il ponte di Nivacca. Bah.

2) C’è Pierin che fa la cacca.  

E che schifo. Ma poi a voi cosa interessa? Saranno un po’ fatti suoi.  
Io già sarei in imbarazzo perchè non posso andare sul mio water ma la devo fare per forza sotto un ponte.  
Perchè mi devi stare a guardare? Magari non riesce manco a farla se lo si resta a fissare.

3) La fa dura dura dura.  

Bifidus Actiregularis.   E’ la soluzione a tutto. Ha funzionato con la Marcuzzi. Vuoi che non funzioni con Pierin?

4) Il dottore la misura.  

E’ che schifo! Siamo a due “E che schifo” in una canzoncina sola.

5) La misura è trentatrè.  

Se è 33 cm ti faccio i miei complimenti.   Se è 33 millimetri non è che hai fatto tanto e ti ci vuole il Bifidus.   Se è 33 litri…E CHE SCHIFO!

Vorrei farvi notare, tra le altre cose, che in entrambi i casi c’è una figura ricorrente.   Il dottore. Ricostruendo gli eventi.

Il dottore va al lavoro sotto il ponte di Nivacca, noto centro per le ricerche sulla merda e passa la sua giornata misurare pentoloni di stronzi.  
Arriva a casa, posa giacca e strumenti di lavoro e va a salutare la figlia in camera.  
Entra e la trova sul comodino a fare zozzerie con tre civette.  
Civette che lui stesso aveva acquistato qualche giorno prima per il sedicesimo compleanno della bambina.  
 Ha un infarto, e muore con quest’immagine negli occhi.

La versione ufficiale è che si ammala.  

Anche perchè a un bambino non puoi dire che muore il dottore.  
“Ammalarsi” prevede una possibile guarigione; la morte un po’ meno.

Certo che se ti svegli e ritrovi tua figlia intenta a fare petting con tre civette muori sicuro.
Una volta resisti. Due no. 

“Sotto il ponte c’è mimì che faceva la pipì, la fa bianca, rossa e blu a contare ci vai tu!”  

1) Sotto il ponte.  

Fammi indovinare. E’ il ponte di Nivacca dove Pierin faceva la cacca. 

2) C’è mimì che faceva la pipì.  

Ah che bella zona! Uno che caga, l’altra che piscia!  
E per fortuna che ogni tanto c’è pure il dottore che analizza tutto quello che Mimì e Pierin producono.
Che poi questo è pure un belin di posto dove ci sono mille guardoni.  
Perchè se non ci fossero i guardoni, nessuno saprebbe della Cacca e della Pipì dei due giovinotti.  
E magari farebbero tutto in santa pace senza essere presi per il culo per il resto della loro vita.

3) La fa bianca, rossa e blu.  

Era Francese! Una pisciata nazional-popolare.  
Mi sa che c’è davvero bisogno del dottore per analizzare la pipì di Mimì.

4) A contare ci vai tu.  

Dopo sto parlare di merda e piscio, un bambino può solo andare al bagno.
O al massimo sotto un ponte.

“Giro, giro tondo, casca il mondo, casca la terra…tutti giù per terra!”   

1) Giro, giro tondo.  

Beh, finalmente una canzone normale direte voi. E invece no:

2) Casca il mondo, casca la terra.  

MA SEI SCEMO??? MA COSA RIDI???   Qui è gravissimo, stiamo per morire tutti!   Sulla terra, belinone, ci sei pure tu!  
E invece no, queste maree di bambini che ridono, cantano e saltano al ritmo della fine del mondo.  
Manco i Maya portano tanta sfiga.  
Altro che darsi le mani, qui bisogna tenerle strette sui coglioni.
Certo possiamo collegare questa canzone con altre di autori ben più rinomati. 
Se per caso cadesse il mondo, io mi sposto un po’ più in la!” cantava la Raffaella nazionale.
Che poi, Zichichi dei miei coglioni, se il mondo casca cosa ti sposti più in la.
Mica ti cade in testa. Non ce l’hai più sotto i piedi.

3) Tutti giù per terra.  

Eh no principe dei cretini! 
La terra l’hai fatta cadere qualche parola prima.  
Sotto il tuo culetto, di conseguenza, non avrai la terra, mi spiace, ma un emorme buco nero.
Bravo stronzo!

“Ti piace la banana? Anche quella americana? C’è qualcuno che ti ama? Come si chiama? Se -nome della persona- ti amerà, questo dito sparirà!”

Vi rendo noto che questa canzone oltre essere un evidente interrogatorio, scade nel peggior porno. Quindi:

1) Ti piace la banana?  

Questo implicava il fatto che il gioco si poteva fare solo alle donne. O agli ometti gai.  
Comunque il doppio senso qui è talmente grosso (alè, altro doppio senso) che non credo serva spiegarlo.

2) Anche quella americana?  

Che io sappia le banane americane sono uguali alle altre banane. 
A meno che questo non voglia dire se ti piace la banana americana…di colore.  
Doppi sensi come se piovessero.

3) C’è qualcuno che ti ama? Come si chiama?  

No. Nessuno mi ama. Sono uno sfigato bestiale. Mi hai rovinato l’infanzia conta maledetta.   Vaffanculo.

4) Se -nome della persona- ti amerà, questo dito sparirà.  

Questa splendida filastrocca, si recitava contando solo su tre dita.  
Il pollice, l’indice e il mignolo.   Sillabando l’ultima parte (questo dito sparirà), l’ultimo dito “contato” veniva “eliminato”.  
Quindi vagliando le possibili soluzioni:    
- Rimangono Pollice e Mignolo: La persona in questione ti chiamerà! Stai attento però perchè non vuole becciare, ma viste le altre possibilità potrebbe:  
- Rimangono Indice e Mignolo: Un applauso per l’ennesimo sfondo sessuale.
Ti chiamerà per dirti che ti sta facendo le corna. Ecco. Bene ma non benissimo.  
Rimangono quindi:
- Pollice e Indice: Alè, ecco la parte violenta. Pollice e indice mimano chiaramente una pistola. A questo punto la domanda è una sola.
Chi spara a chi?
Io alla tipa? Lei a me? Oppure sparo io al suo amante con cui mi faceva le corna?    

“La bella lavanderina, che lava i fazzoletti a tutti i poveretti/vecchietti della città. Fai un salto, fanne un altro, fai la giravolta, falla un’altra volta, guarda in su, guarda in giù, dai un bacio a chi vuoi tu!”

1) La bella lavanderina.  

Il sogno erotico di tutti i bambini. La bella lavanderina! Interessante!

2) Che lava i fazzoletti.  

Fila liscio come l’olio, la lavanderina cosa fa? Lava i fazzoletti.

3) A tutti i vecchietti/poveretti.  

Avete presente quanto catarro c’è nel fazzoletto di un vecchietto? 
Avete presente quanto puzza quello di un poveretto?  
Compatisco la lavanderina.

4) Fai un salto, fanne un altro fai la giravolta, falla un’altra volta, guarda in su, guarda in giù.  

I pungenti effluvi dei fazzoletti dei vecchietti/poveretti hanno avuto un effetto catastrofico sulla bella lavanderina. 
Posso capirla

5) Dai un bacio a chi vuoi tu!  

Il caro vecchio gioco della bottiglia. 
Ora però, si scade nelle perversioni peggiori. 
La lavanderina è bella e giovane.  
Lava i fazzoletti ai vecchietti.  
Deve dare un bacio a un vecchietto.  
Questa a casa mia si chiama pedofilia.

E per finire ecco, la vera essenza delle canzonicine.  
Quelle che quando vieni selezionato, ti devi mettere dietro. 
Qui il doppio senso si vede già dalla spiegazione del gioco…andiamo:

“Questa è la danza del serpente, che vien giù dal monte, per ritrovare la sua coda che aveva perso un dì. Ma dimmi un po’, sei proprio tu, quel pezzettin del mio codin! Si o no?”  

Credo di aver capito tutto alla fine.  
Il pezzettin del codin è la cacca di Pierin.  
Spiegati i 33 centimetri di merda.


“Ma dimmi un po’, sei proprio tu, quel pezzettin del mio codin” 
(La Danza del Serpente - Mia Nipote e altri milioni di bambini in tutto il mondo)


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“Erano giorni di maggio tra noi si scherzava a raccogliere ortiche”
(Franco Battiato - Centro di Gravità Permanente)

Franco, una domanda. Ma tu, da piccolo, che cazzo di scherzi facevi?

…è sempre più vero, dietro grandi personaggi si nascondono infanzie infelici.

“Avrei bisogno di…cerco un centro di gravità permanente”
(Franco Battiato - Centro di Gravità Permanente)


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“Quando toccherai il fondo con le dita, a un tratto sentirai la forza della vita”
(Paolo Vallesi - La forza della vita)

Prendetevela con me. Ne avete tutte le ragioni del mondo.
Citare “La forza della vita” di Paolo Valessi è un insulto alla musica, più o meno come l’accento tra “Qual” e “è” è un insulto per la lingua Italiana.

E’ che io quando sono al bagno, volgarmente detto cesso, rozzi pirletti che non siete altro, penso.

O meglio, quando sono al bagno al lavoro ho due opzioni.

Dormire, ed è il motivo di questa scelta è chiaro. Ho bevuto troppo a pranzo.

Giocare a “BrickBreaker” con il mio BlackBerry (e qua ci starebbe bene un “Pezzenti che non siete altro”, ma non voglio farvi sentire inferiori).

Ecco, oggi era il turno di “BrickBreaker”.

E solo in quel momento, a 25 punti dal mio record personale ho capito una cosa fondamentale.

Il valore di una vita.

Amici non sprecatela. Voi non sapete cosa vuole dire non battere il proprio record perchè hai sprecato una vita.

Non ne avete idea proprio.

E fottesega se pensavate ad un post profondo sul senso della Vita; se cercavate quello potevate andarvi ad ascoltare Vallesi.

Qui si parla di cose serie. Perdere a BrickBreaker è una sconfitta personale.

Vi prego ragazzi, non sprecate la vostra vita. Giocatevela bene. Capirete quello che dico solo quando vi avvicinerete ai 10.000 punti.

“C’è una volontà che questa morte sfida, è la nostra dignità la forza della vita”
(Paolo Vallesi - La forza della vita)